Chiesa di San Martino

Non c’è una documentazione archivistica, ma numerosi storici concordano che i monaci Benedettini, provenienti da Pedona (oggi Borgo San Dalmazzo) sarebbero scesi in Valle, fondando ad Andagna un ospizio per i pellegrini e avrebbero eretto una chiesa dedicata a San Martino che risale la 700 d.c. L’edificio era di modeste dimensioni, ad una navata e un’ala, con un coro a volta aggiunta in epoca successiva. L’ingresso presentava un bel portale in pietra nera “maestrevolmente intagliato”; sopra la porta si poteva ammirare un affresco raffigurante S. Martino. Poco si sa della vita dei benedettini sennonchè il piazzale adiacente all’oratorio era coltivato a grano e usato per lo scambio di cavalli. La zona di Andagna era un crocevia strategico per le grandi vie di comunicazione tra la Liguria e il Piemonte. All’esterno, nell’area sud, era stata ricavata un’area cimiteriale funzionante sino al XIX secolo, quando poi il cimitero è stato spostato e allargato dove vi è quello attuale. La Chiesa di San Martino è stata la prima sede parrocchiale del paese. Ha svolto le sue funzioni religiose fino al 1400 circa, per essere poi sostituita dall’attuale Chiesa parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Vergine.

La chiesa di San Martino, dopo soli 140 anni di officiatura, venne colpita il 23 febbraio 1887, dal disastroso terremoto che sconvolse l’intero ponente Ligure e che procurò all’edificio danni irrevocabili: crollò la volta e causò profonde crepe nei muri perimetrali, dal tetto alle fondamenta. La chiesa di San Martino oggi, purtroppo, non è più agibile. All’interno dell’oratorio si trovano ancora oggi due grandi statue raffiguranti San Giovanni e Sant’Antonio, un’altare di epoca paleocristiana e diversi bassorilievi di notevole importanza artistica. Purtroppo la grande pala dietro l’altare è stata trafugata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale insieme alla campana della chiesa. 

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